Gli eventi

23 giugno giornata del rifugiato

Aderiamo alla campagna lanciata da 42 organizzazioni, tra le quali la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI) per affermare un mondo fondato sulla solidarietà, l’uguaglianza, la libertà; per affermare i diritti fondamentali della persona sanciti dalla Costituzione italiana e dal diritto europeo internazionale; per contrastare la marginalità sociale e l’erosione dello Stato di diritto; per invocare politiche inclusive per la casa, il lavoro, la salute, la sicurezza climatica e ambientale, l’istruzione; per affermare che i cittadini e le cittadine straniere sono una ricchezza per il nostro Paese da un punto di vista umano, economico, sociale, culturale.
Per l’intero manifesto della campagna visita www.ioaccolgo.it
Per celebrare con noi la giornata mondiale del rifugiato partecipa al culto oggi. Ore 10.30,Via Naumachia 20

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1 Giugno 2019 i Pupi

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27 maggio 2019 Concerto del coro della chiesa metodista di Firenze

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23 Maggio conferenza

CULTO LITURGICO DEL VENERDÌ SANTO

Le due comunità si sono riunite nel tempio valdese di v. Naumachia. Dal Vangelo di Matteo. Gian Andrea, Ernesto, Lea, Cettina hanno letto i i brani dell’ultima cena e della passione di Gesù.
I presenti hanno condiviso la Cena del Signore.
Il quartetto del M Angelo Litrico ha accompagnato i canti ed eseguito vari interludi.

Altro…

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Alcune img del Concerto tenuto ieri ( 6 aprile 2019 ) dal Coro Note di Pace presso chiesa San Francesco Borgia ( del Demanio Regionale a Catania ).

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30 marzo Biblioteca Navarria Crifò

Presentazione del libro “BIBBIA E CINEMA” da parte dell’autore Peter Ciaccio. A cura delle chiese battista e valdese di Catania, dell’associazione “prof S. Navarria”, presso la biblioteca “Navarria-Crifò” sabato 30 marzo 2019.

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22 MARZO CHIESA BATTISTA – INCONTRO ECUMENICO

MOMENTI DELL’INCONTRO ECUMENICO DEL 22 MAR 2019 SUL TEMA “I BEATI” . LETTO DA MATTEO 5: 1 – 12. INTRODUZIONE ESEGETICA DA PARTE DELLA PAST.RA SILVIA RAPISARDA. SUCCESSIVE RIFLESSIONI E CONSIDERAZIONI DA PARTE DI MOLTI DEI PRESENTI.

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Catania: Giornata Mondiale di Preghiera 2019

CT 17 MAR 2019 – GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA

GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA - MEDITAZIONE BIBLICA DI CARLA SUERI- CATANIA 17 MAR 2019

GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA - CT 17 MAR 2019

GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA - CT 17 MAR 2019

La parabola del gran convito ( Luca 14: 15-24 ), dove Gesù paragona il regno di Dio a un banchetto, è stato l’oggetto della meditazione che Carla Sueri ha svolto domenica 17 marzo durante l’incontro per la Giornata Mondiale di Preghiera delle donne.

È stato, infatti, il versetto “Venite, tutto è pronto” – tratto dalla predetta parabola – il tema che il Comitato organizzatore della GMP 2019 ha proposto, sequendo le indicazioni liturgiche fornite dal sottocomitato delle donne slovene.

Seguendo tale traccia liturgica i presenti al culto sono stati condotti – attraverso la proiezione di varie diapositive – a immergersi virtualmente nella realtà Slovena.

La Slovenia è una delle più piccole nazioni europee ma è dotata – per la bontà del Signore, come scrivono le donne delle chiese slovene – di innumerevoli bellezze naturali: dalle pianure della Pannonia ai monti verdeggianti di alberi ad alto fusto, al Carso con le sue grotte e spelonche misteriose, fino alla costa lambita dal mare Adriatico.

Le caratteristiche slovene sono state rese evidenti – simbolicamente – anche sul tavolo posto davanti al pulpito: una pagnotta di pane bianco in un cestino; una brocca di vino ( in maiolica come si usa in Slovenia ); sale ( prodotto tipo della città di Piran); una zuppiera ( oggetto tipo della Slovenia); cesti di garofani ( fiori simbolo della Slovenia ). Fiori che alla fine sono stati distribuiti ai presenti.

Oltre all’aspetto geografico e simbolico la traccia liturgica prevedeva uno spazio nel quale le donne slovene si raccontavano.

Abbiamo così ascoltato – lette dal gruppo delle rappresentanti delle varie chiese ecumeniche cittadine – le esperienze di Marjeta ( * ) , Mojca ( ** ), Marija ( § ) , Ema ( # ) , Natascia ( +) seguite, ognuna, da brevissime riflessioni e da invocazioni al Signore.

Testimonianze che hanno toccato la mente e il cuore dei presenti e mostrato lo spaccato di una società che, come tante ormai, è piena di complessità, ingiustizie, preconcetti, indifferenza e nella quale le donne sono maggiormente gravate nel processo di divisione del lavoro e della cura delle famiglie.

Una società che – dal punto di vista della statistica delle religioni – registra una maggioranza cristiana [ cattolici ( 78 % ), ortodossi ( 2,4 % ), Luterani ( 0,9 %) e altri evangelici) ] ma che in pratica vede le chiese storiche, in genere, scarsamente attive.

Pertanto, il contributo delle donne slovene a questa GMP 2019, è frutto – possiamo presumere – di quel residuo di credenti che ancora mostra segni di vitalità.

A Catania l’evento è stato preparato da varie comunità ecumeniche: chiesa anglicana, avventista, cattolica, focolari, luterana, battista-capuana, valdese, salutista.

A rappresentarle ufficialmente sono state rispettivamente: Jennie; Anna; Mariolina; Milena, Claudia; Annemarie; Ornella, Lea, Sara, Lina; Carla; Deborah Ramirez.

Il ricavato netto della colletta fin ale è stato di euro 253,00. Questa somma sarà spedita, con la causale “offerta GMP 2019 Slovenia”, presso il conto bancario indicato dal Comitato GMP Italia.

Come spiegato dal predetto Comitato queste offerte sono finalizzate a finanziare un progetto rivolto alle donne vittime della tratta di esseri umani in Slovenia e decise a uscirne.

Il progetto è dell’organizzazione non governativa “Centro di lotta contro il traffico di esseri umani (Centre for Fight Against Trafficking in Human Beings)” e prevede il reinserimento nella società di donne che hanno vissuto esperienze di prostituzione coatta.

A loro saranno offerte consulenza psicosociale e cure mediche. Inoltre, potranno seguire corsi di formazione professionale: parrucchiera, estetista, sarta, attività nel settore alberghiero e così via.

Saranno infine seguite nella ricerca di un lavoro e nelle pratiche per richiedere un permesso di soggiorno di lungo periodo.

Le nostre preghiere affinchè questo progetto si realizzi e porti frutto.

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17 febbraio

Bella domenica passata festeggiando il 17 febbraio. In questo giorno, nel 1848, ai valdesi venivano concessi i diritti di cittadinanza e di libertà di culto dal re Carlo Alberto. Si sanciva così la fine di 700 anni di persecuzioni e di emarginazione. Oggi questa festa, detta della libertà, vuole includere tutti quelli che soffrono per mancanza di libertà e di diritti.
Con la comunità battista abbiamo avuto ospiti e abbracciato i ragazzi del nostro piccolo centro di accoglienza “granello di senape” è una parte dell’equipaggio della Sea Watch , ragazzi splendidi tenuti pretestuosamente fermi al porto di Catania.

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26 gennaio 2019

Eutanasia e Suicidio assistito: una prospettiva protestante

Una delle slide usate dalla dott.ssa Ornella Sala 

Una delle slide usate dalla dott.ssa Ornella Sala

Sabato 26 gennaio c.a. a cura delle chiese battista ( v. Capuana ) e valdese di Catania, e dell’associazione “prof. S. Navarria” incontro, presso la biblioteca “Navarria – Crifò”, sul tema “eutanasia e suicidio assistito: una prospettiva protestante”.

L’evento, che ha raccolto un ampio pubblico, seguiva gli esiti delle assemblee Sinodali valdese 2017, 2018 e Generale 2018 dell’UCEBI le quali avevano discusso il documento “È la fine, per me l’inizio della vita”. Eutanasia e suicidio assistito: una prospettiva protestante” – redatto dalla Commissione Bioetica delle Chiese Battiste, Metodiste e Valdesi – e deliberato di consegnarlo alla successiva riflessione delle chiese.

Catania 26 gen 2019. La dott.ssa Ornella Sala

Catania 26 gen 2019. La dott.ssa Ornella Sala

A relazionare sono stati la dott.ssa Ornella Sala ( medico specialista in gastroenterologia ) e il prof. Enrico Benedetto ( docente di Teologia pratica presso la Facoltà Valdese di Roma. Pastore protestante valdese).

La dott.ssa Sala ha svolto un’ampia esposizione sia della normativa in atto ( Legge 22 dicembre 2017, n. 219 “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento” ) sia del già citato documento “eutanasia e suicido assistito”.

 

Il prof. Benedetto ha sviluppato il tema secondo una prospettiva cristiana, di tipo relazionale piuttosto che dottrinale.

Catania 26 gen 2019. Incontro su "Eutanasia e suicidio assistito". Il prof. E. Benedetto e la Dott.ssa O. Sala.

Catania 26 gen 2019. Incontro su “Eutanasia e suicidio assistito”. Il prof. E. Benedetto e la Dott.ssa O. Sala.

Punti chiari della legge, come esposto dalla relatrice, sono il divieto dell’eutanasia, del suicidio assistito, dell’accanimento terapeutico e il fatto che in “presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, il medico può ricorrere alla Sedazione Palliativa Profonda Continua in associazione con la terapia del dolore, con il consenso del paziente” ( SPPC).

Proprio su quest’ultimo punto la relatrice ha sottolineato che, qualora si ricorresse alla SPPC,  il malato passerebbe, in uno stato di completa incoscienza, dalla vita alla morte: come se la sua anima fosse separata dal corpo, come se già fosse spezzata la sua interezza di corpo, anima, spirito. Quindi con la SPPC il malato si trova di fatto ad essere già morto e questo è un problema etico rilevante.

La relatrice ha offerto un sintetico panorama delle normative in vigore in altri stati per quanto attiene al problema del fine vita.

Ovviamente la relatrice ha illustrato altri punti nodali della citata legge come il “diritto all’informazione” e “l’alleanza terapeutica fra malato e medico”.

Non si è neanche sottratta dal riferire che il fine vita è un problema complesso non solo per i suoi aspetti clinici ed esistenziali ma per gli aspetti ideologici. Esistono due scuole di pensiero:

  1. a) Quelli che sostengono il valore assoluto della vita e della sua sacralità e per i quali la vita è un dono di Dio.

 

  1. b) Quelli che sostengono l’autonomia individuale nel decidere della propria vita di fronte alla sofferenza, mettendo in evidenza l’aspetto materiale e la qualità della vita.

Catania 26 gen 2019. Il prof. Enrico Benedetto.

Catania 26 gen 2019. Il prof. Enrico Benedetto.

Il prof. Benedetto ha fatto comprendere che una lettura ottusa delle Scritture può essere di ostacolo alle richieste che possono provenire dal malato oppresso da una sofferenza insopportabile: il “tu partorirai i figli con dolore” scritto in genesi diventò per secoli il rifiuto di ogni terapia antalgica.

Il racconto di genesi ( Dio induce un sonno profondo in Adamo onde toglierli una costola ) diventò, più recentemente, uno dei grimaldelli per non considerare l’anestesia un intervento indebito.

Ha richiamato altresì la figura di Gesù. “Egli non si occupava di casistica, di quadro giuridico, di normatività. …. Gesù non incontrava casi ma trovava persone ( .. ) il suo modo di procedere ci dice che …. non aveva un concetto della sacralità della vita ma insistevasull’unicità e dignità della vita: perché la vita sia vita; non basta vivere!”

 

Infine, a proposito del testamento biologico, ha reso accorti sul fatto che  “chi è orientato verso un testamento biologico spesso tiene conto di un elemento di cui nessun legislatore potrebbe farsi carico: « non voglio essere di peso ai miei cari». Se tradizionalmente i non malati si preoccupano dei malati, in condizioni di accresciuta solitudine sono i malati che si preoccupano dei non malati, soprattutto se sono genitori”.

“Dietro quella frase c’è la paura, non solo della morte, ma di essere lasciati soli nel momento più difficile della vita”.

Ma in questo modo la dimensione del suicidio in nome degli altri, si accresce e ciò va considerato”. Il fine vita diventa così un groviglio di solitudini ( del malato, dei curatori d’anime, dei medici, degli amici, ..) ed è importante che in quei momenti queste solitudini imparino a parlarsi”.

Un breve ( causa sforamento dei tempi ) dibattito ha concluso l’incontro ma l’importanza e la complessità della tematica imporranno quasi certamente un ulteriore incontro di approfondimento.

Catania 26 gen 2019. Ernesto Barnobi ha introdotto l'incontro su "Eutanasia e suicidio assistito".

Catania 26 gen 2019. Ernesto Barnobi ha introdotto l’incontro su “Eutanasia e suicidio assistito”.

16 gennaio 2019

Il 15 gennaio 1929 nasceva ad Atlanta Martin Luther King Jr. A 90 anni dalla sua nascita presso la chiesa battista di Catania, via Capuana, si è svolto un incontro su tema “Rivendicazione dei diritti, nonviolenza, lotta alla povertà e al militarismo: attualità del pensiero del pastore King”.
Servendosi di un movie, della lettura di brani scelti da discorsi pubblici e/o sermoni, della illustrazione del pensiero e dell’azione nel contesto della segrezionista società statunitense i relatori ( Past.ra Silvia Rapisarda e past. emerito Salvatore Rapisarda ) sono riusciti a fare cogliere al numeroso pubblico presente l’attualità di Martin Luther King Jr. Infatti i problemi con i quali si confrontò M L K ( frutti del razzismo e di ingiustizie sociali ) sono ancora e sempre più presenti nel nostro pianeta. L’azione e il pensiero di MLK Jr possono – oggi – essere utili per trarre indicazioni educative e operative per quanti hanno a cuore un impegno per i minimi della Terra e per una società giusta verso tutti/e.

 — con Salvatore Rapisarda.

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3 NOVEMBRE 2018

Per Legambiente è Catania l’ultima in classifica tra le città italiane

FABRIZIO VILLA VIA GETTY IMAGES

L’ultima mazzata è arrivata dal rapporto sull’Ecosistema urbano presentato lo scorso lunedì da Legambiente. Catania, un tempo considerata “la Milano del Sud” non solo è in default per il debito accumulato negli ultimi decenni ma nel rapporto di Legambiente si colloca all’ultimo posto tra le 104 città italiane prese in esame. La città è fanalino di coda in tutto: non c’è verde pubblico, la mobilità sostenibile è ridotta al lumicino, l’inquinamento da polveri sottili è in aumento, l’acqua potabile si disperde, i trasporti comunali sono considerati – nel rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente – tra i peggiori d’Italia, con tempi d’attesa record alle fermate dei bus.

Ma il vero paradigma di una situazione tanto disastrosa è la gestione dei rifiuti: mentre a livello nazionale mediamente la raccolta differenziata supera il 50%, a Catania raggiunge – forse – il 9,3%. L’obbiettivo immediato è quello di raggiungere a più presto il 30%. Come questo potrebbe accadere però non lo sa nessuno. Tanto meno l’attuale Amministrazione che si trova a gestire una situazione di cui non ha colpa. Il nuovo sindaco Salvo Pogliese si è insediato solo lo scorso 22 giungo. La sua giunta ha iniziato a lavorare il 9 luglio sull’eredità devastante lasciata da una serie di amministrazioni che dagli anni ’90 hanno visto Enzo Bianco (tre volte), Umberto Scapagnini (due volte) e Raffaele Stancanelli (una volta), alla guida del capoluogo etneo. Tre giunte a sinistra (Bianco). Tre giunte con a capo un uomo di Forza Italia (prima Scapagnini e poi Stancanelli).

Pure Pogliese milita in Forza Italia: è stato eletto come capolista del centro-destra e della sua giunta fanno parte anche rappresentanti del partito di Salvini di quello della Meloni con l’aggiunta di una manciata di uomini legati all’ ex-presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo. Tutto come sempre, dunque? Per niente.

Perché a Catania il M5S, che nel governo nazionale è alleato della Lega, a Catania rappresenta l’opposizione più decisa. E sul tavolo del giovane sindaco in cinque mesi è precipitato di tutto. Insomma sembra che i nodi siano venuti al pettine. E sembra di assistere al gioco delle ‘sedie musicali’. Quando la musica si ferma, uno dei partecipanti resta senza sedia. Si ha normalmente simpatia per chi resta in piedi, ma i realtà tutti sapevano che quel gioco, che è stato giocato in città per più di venti anni, era pericoloso. È il gioco che fa preferire la spesa corrente a quella in conto capitale, il debito alla riduzione della spesa, la conservazione all’innovazione.

Non sorprende allora che la città nella sua infrastruttura materiale ed immateriale, così come raccontato dal Rapporto di Legambiente, sia fortemente deteriorata. La vita di una comunità si fonda sul rafforzamento di una serie di asset, da cui dipende il benessere dei suoi membri. Se non si destinano risorse al loro mantenimento, quegli asset si deteriorano e i servizi che da essi dipendono perdono forza, si indeboliscono, in alcuni casi vengono cancellati. Questo stato di cose può continuare per molto tempo, ma esiste una soglia di deterioramento in corrispondenza della quale si innesca la crisi. A Catania questa si è manifestata innanzitutto attraverso il deterioramento dei saldi di finanza locale.

Il debito mostruoso del Comune di Catania (1,6 miliardi di Euro) segnala non soltanto l’incompetenza e il deficit di senso istituzionale di tutte le passate amministrazioni, ma anche il deficit culturale di una città che non riesce a trovare un percorso di crescita e di sviluppo che la trascini fuori dalle secche in cui si è arenata.

La confusione regna sovrana. Nella città dove è avvenuto il travagliato sbarco della Diciotti, con il carico di inchieste giudiziarie a seguire la nuova Amministrazione organizza un Congresso sulla migrazione: con chi? Con la Chiesa valdese. La città pullula di organizzazioni religiose e laiche che si sono date un gran da fare negli ultimi anni su questo tema, ma la giunta Pogliese nella prima uscita pubblica specifica sceglie di avere come unico interlocutorela Chiesa valdese e in particolare una sua organizzazione con sede in Olanda. Perché solo questa? Mistero fittissimo. Nella città come poche altre al mondo storicamemte segnata da un susseguirsi di dominazioni (arabe, normanne, spagnole…) la nuova amministrazione organizza una mostra al Palazzo della Cultura? La dedica agli Impressionsiti francesi. Perché? Nessuno lo ha capito.

Si capiscono invece le ragioni che portano il Sindaco di Catania a implorare l’aiuto del governo nazionale. Per il prossimo lunedì 5 novembre è atteso il verdetto definitivo: lo scorso mercoledì Pogliese ha chiesto al sottosegretario Candiani – inviato speciale a Catania da Roma – un’anticipazione di cassa di circa 400 milioni in tre anni. Da subito, almeno per far pronte almeno agli stipendi di 10.000 tra dipendenti diretti e indiretti che no è altrimenti in grado di pagare.

Bisogna tappare la falla. È giusto tappare la falla. Ma sarebbe ugualmente giusto sentire qualcuno che ha avuto responsabilità di governo in questa città negli ultimi 25 anni dire ‘abbiamo sbagliato’. Non importa a quale area sia appartenuto, come abbiano visto a destra o a sinistra in maniera indifferente. Sarebbe un colpo d’ala di civiltà e persino di umanità. Questa incapacità di fare tale affermazione indica l’incapacità di disegnare un percorso di risanamento serio e credibile. È proprio per questo che l’unica cosa sana da fare è accelerare il percorso che porterà alla dichiarazione di dissesto

Le informazioni riportate dall’Huffingtonpost nell’articolo in allegato concernenti la Chiesa Valdese sono FALSE. Né a livello locale né a livello nazionale la nostra Chiesa ha organizzato un congresso sulle migrazioni con l’amministrazione locale né, tanto meno, si è posta come interlocutrice della giunta cittadina. Ci muoveremo per capire di chi sia la responsabilità del divulgare notizie false. In generale preoccupa, e rivela l’intolleranza degli scriventi, il tono con cui gli stessi parlano di una realtà di minoranza che evidentemente non conoscono e aprioristicamente ritengono non essere degna di essere annoverata tra le realtà cittadine che si spendono sui temi delle migrazioni: “Nella città dove è avvenuto il travagliato sbarco della Diciotti, con il carico di inchieste giudiziarie a seguire la nuova Amministrazione organizza un Congresso sulla migrazione: con chi? Con la Chiesa valdese. La città pullula di organizzazioni religiose e laiche che si sono date un gran da fare negli ultimi anni su questo tema, ma la giunta Pogliese nella prima uscita pubblica specifica sceglie di avere come unico interlocutore la Chiesa valdese e in particolare una sua organizzazione con sede in Olanda.Perché solo questa? Mistero fittissimo”. È parte della nostra storia di minoranza religiosa in Italia essere bersaglio di narrazioni e interpretazioni che dileggiano la nostra storia e vogliono relegarci all’invisibilità. Noi non ci fermeremo.

 

19 ottobre 2018

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Due anni fa si inaugurava il progetto locale delle nostre due Chiese e della Comunità Evangelica Luterana di Sicilia “Granello di Senape” Casa Evangelica di Accoglienza e Sportello di Ascolto per persone immigrate. La casa Granello di Senape è stata da allora casa per diversi residenti e opportunità di poter sviluppare un percorso formativo rispettoso delle aspirazioni e dei doni di ogni singolo residente. Ad oggi i residenti sono nove, molti sono già usciti avendo concluso il percorso formativo concordato, e sono impegnati in percorsi di formazione scolastica e contemporaneamente in percorsi di formazione lavorativa. Si danno un gran da fare e non stanno di certo con le mani in mano. Tutti appassionati di guida hanno preso o stanno per prendere la patente e tutti sono impegnati nell’autogestione della residenza con turni di cucina e di pulizia. Camminare con loro è un grande impegno, tutto su base volontaria, perché significa giornalmente confrontarsi con le lentezze e le inefficienze in ogni ambito della vita nel nostro Paese, lentezze e farraginosità che aumentano esponenzialmente nella vita di cittadini/e di origine straniera, tuttavia camminare con loro è una grazia e un arricchimento per ciascuno e ciascuna di noi. Questo impegno, e al contempo benedizione, è aumentato dall’accompagnamento che offriamo anche a non residenti tramite lo sportello di ascolto. Ringraziamo Dio che ci guida e sostiene in questo progetto, ringraziamo le singole persone e le chiese che ci sostengono con donazioni, ringraziamo la CELI, la Tavola e l’UCEBI per il contribito 8×1000 che hanno accordato al nostro progetto. A Dio affidiamo i residenti e coloro che usufruiscono dello sportello, affinché il loro cammino sia sicuro e il loro diritto alla vita, dignitosa e felice, sia sempre garantito e mai minacciato

14 OTTOBRE 2018

INIZIO SCUOLA DOMENICALE A.E. 2018 – 2019

Con un culto, svolto nei locali di chiesa adibiti alle attività sussidiarie, partecipato sia dagli adulti sia dai bambini/e si è dato ufficialmente inizio – domenica 14 ottobre 2018 presso il tempio della chiesa valdese ( via Naumachia 18 Catania )  – al nuovo anno della Scuola Domenicale

Silvia Rapisarda, pastora delle chiese battista e valdese di Catania, ha condotto la speciale liturgia nel corso della quale l’annuncio del Vangelo è stato fatto ( con parole, segni, simboli, filmati, slide, animazioni, canti ) a misura della comprensione di un pubblico tanto eterogeneo per età.

È stato reso noto il filo conduttore della Scuola Domenicale di questo nuovo ecclesiastico e mostrati i pannelli dove di volta in volta verranno applicati i lavori svolti dai fanciulli / dalle fanciulle.

Quest’anno, seguendo il programma della rivista “La Scuola Domenicale” [ rivista del Servizio Istruzione ed Educazione ( S.I.E.) della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia ( F.C.E.I.)] il tema sarà quello del Vangelo Di Giovanni: i “segni” e gli “io sono” di Gesù.

 

Perciò, nel corso degli incontri domenicali i bambini / le bambine saranno portati/e a riflettere e poi comporre dei disegnini su “il profeta e l’agnello”, “il segno della festa”, “il segno della guarigione”, … “io sono la via, la verità e la vita”, “io sono la vera vite”.

I disegnini, già presenti in bozza nel materiale didattico, dovranno essere applicati su un grande poster del Vangelo di Giovanni. Un poster, disegnato da Umberto Stagnaro, che rappresenta un paesaggio montagnoso con il mare sullo sfondo a rappresentare la Palestina.

Nelle intenzioni dei redattori di “La scuola domenicale” le lezioni domenicali dovrebbero snodarsi come “viaggio attraverso il Vangelo di Giovanni: si parte con il Prologo. In questa bellissima poesia Gesù viene presentato come il Cristo di Dio. Ci troviamo in alto, presso Dio. Nel corso del racconto dell’evangelista, Gesù si abbassa verso l’umanità per ritornare poi verso il Regno dei cieli. L’artista [ Umberto Stagnaro] ha cercato di dare visibilità a questo movimento narrato nel Vangelo di Giovanni con il percorso che scende dalla montagna, attraversa la valle e risale su un’altra montagna. Sulla pianura si trovano i riferimenti biblici alle sette parole “Io sono.. “ presenti solo nel Vangelo di Giovanni.

 

Le avverse condizioni meteo della giornata non hanno permesso ad alcuni bambini che abitano in paesini dell’hinterland catanese di essere presenti a questo speciale culto.

Al momento attuale la Scuola Domenicale è frequentata da una mezza dozzina di bambini/bambine: Laura, Ian, Natan, Alessandro, Lorenzo, Eleonora, Paolo.

Le monitrici, coordinate dalla pastora, sono attualmente Sara, Dora, Carla, Maria Luisa.

 

Quella della Scuola Domenicale è una sfida severa per le nostre chiese. Forse, non sempre, presso le famiglie, si coglie l’importanza che essa ha per il presente e il futuro dei nostri fanciulli / delle nostre fanciulle in riferimento alla loro istruzione religiosa, alla loro formazione di un’identità evangelica e infine alla trasmissione della fede. Questo nel contesto di una realtà esterna molto complessa, nella quale sono presenti molte interazioni:

– una religione di maggioranza che invade gli spazi della scuola pubblica, dell’informazione, delle risorse pubbliche;

 

– stili di vita secolarizzati dominati dal consumismo, edonismo, indifferenza per i problemi degli ultimi, della giustizia, della salvaguardia del creato;

 

– dominio dell’informazione essenzialmente attraverso Internet e i social associati, i quali mediante il controllo dei big data consentono ormai di soggiogare e orientare le masse per il tornaconto delle più svariate lobby politiche ed economiche.

Le nostre chiese, pur nella limitatezza dei loro mezzi e delle risorse umane disponibili, cercano di dare il massimo sia a livello locale che nazionale, considerato che la FCEI ha uno specifico settore il S.I.E. che ( avvalendosi di molti e competenti collaboratori / collaboratrici ) pubblica materiale didattico di qualità.

Ma se manca il contributo attivo delle famiglie ogni attività delle chiese è vana. Fare esempi esplicativi su questo argomento richiederebbe, di per se, un capitolo a parte.

 

Ringraziamo perciò il Signore che nella sua benignità ci concede la Sua Grazia, e assidui nella preghiera, confidiamo nelle Sue benedizioni per i nostri fanciulli / le nostre fanciulle, le nostre monitrici, le nostre famiglie.

 

Silvestro Consoli

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 27 agosto 2018

Battisti, valdesi e luterani a Catania per la nave Diciotti

Centinaia di manifestanti nella città etnea per chiedere lo sblocco della situazione dei migranti

Passerà alla storia, o più semplicemente alla cronaca, come “la protesta degli arancini” la manifestazione pro-migranti tenuta al porto di Catania il 22 agosto. Centinaia di manifestanti hanno voluto dare un benvenuto ai migranti segregati sulla Diciotti ed esprimere il loro dissenso contro la politica del ministro Salvini e del governo Lega-M5S.

Sconcertante è apparso il braccio di ferro ingaggiato dal Governo italiano contro le Istituzioni comunitarie al fine di piegare i Paesi europei, senza precisare quali, ad accogliere le richieste italiane, facendo pagare il costo della sfida a povere persone, provate da tutto ciò che significa oggi l’emigrazione dall’Africa e titolari di diritti inalienabili, come quelli che spettano a chi scappa da conflitti armati.   Le chiese battista, luterana e valdese, che da anni sono impegnate in servizi di accoglienza, alfabetizzazione e tutoraggio si sono ritrovate in prima linea o, comunque, ben addentro ai motivi della protesta e della denuncia.

Già il 15 luglio, nel corso di un culto sulle pendici dell’Etna, battisti/e e valdesi avevano approvato un documento dal titolo “Per un mondo diverso. Basta morti nel Mediterraneo” (Cfr. Riforma.it dell’1/8/2018). Lì si ritrovano i temi trattati, con accenti diversi, dai manifestanti che si sono impegnati al porto di Catania fino alla manifestazione regionale conclusiva del 25 agosto.

Attorno a uno striscione multicolore (opera di Silvia Rapisarda), con scritto «Il mondo ci piace senza frontiere e colorato, così Dio lo ha creato (chiese battista e valdese)» si sono ritrovati fratelli e sorelle di diversa età (non più giovanissima) per testimoniare un modo diverso di rapportarsi con i problemi odierni e per dire che questo non è il mondo che Dio ha voluto e per il quale Cristo ha dato la sua vita.   Lo striscione veniva fotografato molto, ma sollecitava diverse domande.

Fortunatamente i militanti di Ordine Nuovo e di CasaPound ci hanno fatto il favore di andare altrove. Abbiamo sentito però le solite obiezioni: portateveli a casa vostra; se apriamo a questi, ci ritroviamo qui tutta l’Africa e non c’è posto per tutti; i nostri giovani non trovano lavoro e sono costretti ad emigrare; abbiamo molti poveri in mezzo a noi… Il ritornello è il solito e lo conosciamo a memoria. Anche le nostre risposte appaiono trite e ritrite. Ma non possiamo tacere sul bisogno di una conversione da parte di tutti, a cominciare da chi gestisce la finanza internazionale; dai governi che ripetono le stesse scuse, con colori diversi; dai singoli che danno sempre la colpa agli altri e non si assumono le proprie responsabilità; da chi alimenta clientelismi e corruzione, con annessa delinquenza e illegalità a vari livelli.

A conclusione la manifestazione veniva allietata dalla notizia che i migranti avevano ricevuto il permesso di lasciare la nave, ma è stata rattristata da una carica, a parer di chi scrive, ingiustificata in cui un poliziotto si lanciava in un’impresa individuale e colpiva un manifestante, lasciandolo a terra bisognoso di soccorso.

Foto di Silvestro Consol

Luglio 2018

Nel corso del tradizionale culto in campagna della città etnea fanno sentire la propria voce per chiedere una radicale inversione di rotta nella gestione dei flussi migratori

Anche quest’anno le chiese battista e valdese di Catania non hanno voluto mancare al tradizionale appuntamento del “culto in campagna”. Infatti, domenica 15 luglio, le due comunità si sono riunite presso il terreno agricolo ( con annessa una rustica ma comoda casetta ) appartenente a una sorella di chiesa: un luogo delizioso posto nel “parco dell’Etna”, a circa 1000 metri di altezza s.l.m.

Un appuntamento che ha permesso non solo di vivere delle ore fuori dal contesto urbano e da quello istituzionale del canonico “luogo di culto” ma anche di avere la partecipazione – come anche in passato – di persone che abitualmente frequentano altre realtà ecclesiali. Quest’anno la presenza di cattolici, luterani, evangelicali: tutte persone che a, vario titolo, ( essenzialmente volontari che cooperano alla “scuola di Italiano per migranti” , alla Casa di accoglienza “Granello di Senape”, all’associazione “Navarria – Crifò, al coro “Note di Pace”  ) hanno stabilito dei legami con le nostre due comunità.

Al centro dell’evento domenicale vi è stato l’ascolto della Parola di Dio. I presenti hanno lodato il Signore, pregato, cantato inni spirituali, letto brani della Scrittura, ascoltato la predicazione della pastora Silvia Rapisarda centrata sul testo di Giovanni 15: 1 – 17. In un tempo come l’attuale ( nel quale non soffriamo alcuna persecuzione fisica ma subiamo gli effetti indotti dalla secolarizzazione e la minaccia proveniente da idoli, persone, ideologie che vogliono dare sicurezze false ed effimere ) la Parola che è stata predicata dalla Pastora ha saputo toccare le giuste corde per edificare i presenti.

Dopo l’agape sorerna e fraterna, si è tenuta un’assemblea che ha preso in considerazione due documenti: uno “Per un mondo diverso. Basta morti nel Mediterraneo” ( relativo ai respingimenti e alle politiche dei Paesi sviluppati verso quelli sottosviluppati e/o in guerra ) e un altro relativo alla richiesta di revoca di una delibera del neo Sindaco di Catania. Una delibera, quest’ultima, la quale prevede fra l’altro il «divieto di bivaccare specie nelle aree del centro cittadino, anche per l’intera notte, all’aperto, con sedute  e ricoveri  di fortuna …. utilizzando oggetti di varia natura, come cartoni, coperte, scatoloni, materassi…» imponendo a chi viola l’ordinanza multe che vanno da 50 a 300 euro.

Per quanto attiene al primo documento si è avuto un ampio e approfondito dibattito: si è convenuto di rivedere il documento base ( già redatto dalla pastora ) e redigerne uno che, pur conservandone l’impianto originario, tenesse conto delle osservazioni espresse sia su alcuni aspetti sia di contenuti che di forma. Un documento da diffondere e che alleghiamo a questo report.

Per quanto riguarda il secondo documento, l’assemblea si è espressa per la richiesta di revoca ( richiesta già espressa da decine e decine di associazioni catanesi ) poiché – similmente a quanto avviene in altre città – intende risolvere la problematica dei barboni, e delle persone prive in assoluto di alcun alloggio, proibendo loro di dormire per strada senza risolvere, strutturalmente, queste loro necessità primarie.

Ecco il testo del documento “Per un mondo diverso. Basta morti nel Mediterraneo” prodotto dalle chiese battista e valdese di Catania:

Un Mediterraneo di morte

Dall’inizio dell’anno, nel tentativo di raggiungere l’Europa via mare, più di 1.400 persone hanno già perso la vita. Una strage che si sarebbe potuta evitare se fossero stati attivi canali regolari per le immigrazioni e se non si riscontrasse, a livello europeo, una generalizzata recrudescenza delle politiche di respingimento.

Strazio e indignazione.

come cittadini/e di questo Paese, ancor di più come credenti nel Dio che si è rivelato in Gesù Cristo, non solo siamo straziati/e per la morte di ognuno di questi/e migranti ma anche indignati/e per l’imbarbarimento del discorso politico nazionale sui temi dell’immigrazione e per l’abuso di potere di un Ministro dell’Interno che disattende il diritto internazionale e pone in atto politiche di chiusura non avallate da alcun dibattito e atto parlamentare.

Cause complesse

Siamo consapevoli della complessità del fenomeno migratorio ma non per questo possiamo chiudere gli occhi dinnanzi ad esso. Al contrario riconosciamo che non sia l’immigrazione a dovere essere combattuta, ma invece ogni processo che porti a cambiamenti climatici e ogni politica che sia densa di quelle ingiustizie che producono povertà, guerre, disastri ambientali e sfruttamento economico.

La nostra denuncia

Denunciamo lo sfruttamento delle risorse dei cosiddetti Paesi poveri o in via di sviluppo da parte dei Paesi cosiddetti industrializzati, occidentali e asiatici.

Denunciamo, come cittadini/e di un paese occidentale, la nostra responsabilità per l’arricchimento dei nostri paesi attraverso:

– il commercio di armi;

– politiche estere che in molti Paesi foraggiano guerre civili strumentali ad alleanze funzionali ai nostri interessi;

– l’ingerenza economica che favorisce in quei paesi la corruzione nella pubblica amministrazione e la crescita del debito pubblico non permettendo il pieno sviluppo di un’economia libera e autodeterminata a livello locale;

– le regole di un mercato economico globale che favoriscono vecchie potenze, e potenze emergenti, idolatrando il profitto a vantaggio di pochi e a discapito del diritto alla vita e al benessere di milioni di esseri umani.

Chiediamo una radicale inversione di rotta

Questi complessi fenomeni, di non immediata risoluzione, richiedono una conversione e un ravvedimento globale a lungo termine.

Invochiamo quindi una inversione di rotta, andando al di là delle nostre menti, vedendo noi stessi/e e la realtà da una prospettiva nuova e innovativa. Alla politica italiana, europea ed internazionale, chiediamo questo e nulla di meno.

Chiediamo alle singole persone di non essere conniventi con la propaganda che indica come causa dei “mali contemporanei” gli effetti di responsabilità non imputabili a chi oggi paga il prezzo più alto.

Come credenti

Noi professiamo che la fedeltà al crocifisso, Gesù Cristo, non risiede nel fare di un idolo di legno la bandiera della propria identità nazionale, ma nell’ascoltare il grido di dolore dei crocifissi e delle crocifisse del nostro tempo.

Noi affermiamo, con le parole del pastore Martin Luther King Jr, che “ogni religione che professa di essere interessata all’anima delle persone, ma non è preoccupata dei tuguri in cui vivono da dannate, delle condizioni economiche che le strangolano, delle condizioni sociali che le umiliano, è una religione secca come la polvere”.

Noi, infine, affermiamo che un altro mondo è possibile. Promessoci da Dio, esso è già all’opera: è eredità donata a chi oggi è nel dolore, nella fame, nelle persecuzioni.

Maggio 2018

APRILE 2018

2018-04-15 Oggi al culto presenti alcuni membri del IV Distretto. Ha predicato il past. Leonardo Magrì ( ch V di Napoli v Dei Cimbri ). Nella foto di gruppo: Antonio Fontana, Leonardo Magrì, Jens Hansen, Monica Natali.

L'immagine può contenere: 4 persone, persone che sorridono, persone in piedi
L'immagine può contenere: persone sedute, tabella e spazio al chiuso

MARZO 2018

Quest’anno la liturgia è stata preparata dalle donne del Surimane e il tema da loro scelto è: “Tutta la creazione di Dio è molto buona!”.
Qui a Catania il culto è organizzato da donne anglicane, avventiste, battiste, dell’esercito della salvezza, luterane, del movimento dei focolari, valdesi.
– Dopo il culto ci sarà l’AGAPE comunitaria, ciascuno/a porta qualcosa da mangiare e la si condivide.
– A seguire ci sarà l’INCONTRO COMUNITARIO sul DOCUMENTO SULL’ECUMENISMO della Commissione nazionale delle chiese battiste, metodiste e valdesi
Domenica ricca! Vi aspettiamo

 
VENERDI’ 16 MARZO ORE 18,30

Anche questa settimana vi proponiamo la presentazione di un libro, in collaborazione con le chiese valdese e battista di Catania e con la Comunità dell’Arca di Lanza Del Vasto: “La Trasformazione dei Conflitti. Un percorso formativo”, edizioni Claudiana.
Direttamente dagli Stati Uniti sarà con noi l’autrice Marinetta Cannito Hjort, formatrice e consulente internazionale in materia di Trasformazione dei conflitti e Restorative Justice

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________________________________________________________________Presentazione del libro
“QUELLO CHE RESTA. Storia di Stefania Noce.
Il femminicidio e i diritti delle donne nell’Italia di oggi”
di Serena Maiorana
Ne discuterà con l’autrice Silvia Rapisarda, Pastora delle chiese Battista e Valdese di Catania
Sabato 10 marzo, ore 19:00
Biblioteca Navarria Crifò, via Naumachia 18a (zona Castello Ursino)

Gepostet von Biblioteca Navarria Crifò am Donnerstag, 22. Februar 2018

 

Giunto alla seconda edizione, a più di quattro anni dalla prima uscita e dopo decine di presentazioni in tutta Italia, il libro sulla storia di Stefania Noce torna a essere presentato a Catania, per un appuntamento che sarà anche e soprattutto un’occasione per discutere e confrontarsi sul tema, ancora tristemente attuale, della violenza contro le donne.

Il libro (Villaggio Maori Edizioni) racconta la storia di Stefania Noce, giovane militante di sinistra, da sempre in prima linea per i diritti delle donne e morta di femminicidio nel 2011. Il racconto, dal taglio narrativo e rigore giornalistico, è anche la storia delle donne in Italia, dove il maschilismo è una realtà culturale ancora ingombrante e vergognosa.

 

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FEBBRAIO 2018

Domenica 25 dedicata al Padre Nostro e ai bimbi della scuola domenicale.

 

Ci Siamo!Vi aspettiamo domenica 18 p.v. per una ricca giornata comunitaria in occasione dell'anniversario dell'…

Gepostet von Chiese Battista e Valdese, Catania am Donnerstag, 15. Februar 2018

 

Dopo la visione del commovente film “Les Choristes” Il nostro falò della libertà e il nostro giuro di ‘Sibaud.

Gepostet von Ernesto Barnobi am Sonntag, 18. Februar 2018

Festa della Libertà: immancabile foto ricordo presso il "falò"

Gepostet von Silvestro Consoli am Sonntag, 18. Februar 2018

Oggi 8 febbraio, ore 18.30 in Via L. Capuana 14, secondo incontro del ciclo di studi biblici su: Il paradigma familiare…

Gepostet von Chiese Battista e Valdese, Catania am Donnerstag, 8. Februar 2018

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GENNAIO 2018

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Domani pomeriggio, domenica 28 gennaio, alle 17:00, presso il centro sociale Colapesce, via Cristoforo Colombo n. 10 a Catania, Francesco Piobbichi presenta “i disegni della frontiera”, edito da Claudiana. Piobbico è un operatore di Mediterranean Hope, progetto della Federazione delle Chiese Evangeliche In Italia. Ha lavorato a Lampedusa e, per i corridoi umanitari, in Libano. Non mancate!

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Si è svolta a Catania la celebrazione pubblica della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

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