3 ottobre 2020: Giornata nazionale della memoria delle vittime delle migrazioni

La nostra comunità è stata presente oggi alle ore 18:00, in Via Etnea angolo Piazza Duomo,  per promuovere insieme alla Rete Restiamo umani-Incontriamoci e a Mediterranea Saving Humans, la commemorazione delle 368 persone che il 3 ottobre 2013 hanno perso la vita annegando di fronte all’isola di Lampedusa e per denunciare il susseguirsi di simili tragici eventi. Si stima che da quella data a oggi oltre 30.000 persone abbiano perso la vita nel mare Mediterraneo. Solo nell’ultima settimana sono 200 le morti in mare, note, lungo la rotta dalla Libia all’Italia. Il silenzio assordante delle autorità italiane e europee verso queste tragedie che si susseguono anche a causa di politiche ostili e contrarie al diritto internazionale e ai diritti umani, non ci renderà complici. Basta morti nel mediterraneo, basta politiche di criminalizzazione delle ONG che salvano vite in mare, basta esternalizzazione delle frontiere europee e accordi con la Libia, basta respingimenti di massa che violano le leggi internazionali sul diritto d’asilo, basta annoverare la riflessione politica sulle migrazioni nell’ambito della sicurezza. L’essere umano sia la priorità e l’impegno per la conversione di politiche che affamano, sfruttano, producono guerre per l’accaparramento delle risorse naturali, distruggono l’equilibrio dell’ecosistema, diventi la priorità dell’agenda politica mondiale.

23 giugno 2020: Giornata del rifugiato

Aderiamo alla campagna lanciata da 42 organizzazioni, tra le quali la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI) per affermare un mondo fondato sulla solidarietà, l’uguaglianza, la libertà; per affermare i diritti fondamentali della persona sanciti dalla Costituzione italiana e dal diritto europeo internazionale; per contrastare la marginalità sociale e l’erosione dello Stato di diritto; per invocare politiche inclusive per la casa, il lavoro, la salute, la sicurezza climatica e ambientale, l’istruzione; per affermare che i cittadini e le cittadine straniere sono una ricchezza per il nostro Paese da un punto di vista umano, economico, sociale, culturale.
Per l’intero manifesto della campagna visita www.ioaccolgo.it
Per celebrare con noi la giornata mondiale del rifugiato partecipa al culto oggi. Ore 10.30, Via Naumachia 20.

12 Maggio 2020: Servizio TGR “Catania Aiuta”

Il servizio del TGR di oggi sul progetto Catania Aiuta. Il vostro sostegno alla nostra raccolta fondi ci permette di integrare i pacchi spesa che distribuiamo con dei buoni spesa, di modo che le persone e le famiglie assistite possano avere un poco di autonomia nell’acquisto di beni di prima necessità e anche la possibilità di acquistare alcuni prodotti freschi. Insieme ai pacchi spesa, frutto dei carrelli sospesi, dei condomini solidali e di un contributo della Fondazione Angelo D’Arrigo, abbiamo distribuito oltre 200 buoni spesa, del valore di 20euro l’uno. A breve erogheremo una terza tranche di buoni spesa, sempre grazie alle vostre donazioni.  Continuate a sostenerci.
Tablet, kit scuola e pacchi spesa: a Catania la rete della solidarietà - TGR Sicilia

18-25 gennaio 2020: SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI

Quest’anno la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (Spuc) è pensata dalle chiese cristiane presenti sull’isola di Malta. Uno degli stati più fermi, in questi anni, nel respingimento dei barconi carichi di persone in fuga, uno degli stati meno disponibili a fare approdare navi di salvataggio migranti.

Che cosa fanno le chiese cristiane maltesi? Propongono il naufragio di Paolo nei capitoli 27 e 28 del libro degli Atti, della nave su cui l’apostolo Paolo è uno dei prigionieri che i centurioni romani devono portare a Roma, in quelle stesse acque dei naufragi di questi anni.

Un naufragio di 276 persone che comprendono i marinai che fanno gli scafisti, e sono pronti a scappare dall’imbarcazione pur di salvarsi, votando a morte tutti gli altri; i prigionieri, tra cui Paolo, che dovevano essere processati a Roma; i soldati, centurioni romani, che pensano di uccidere tutti i prigionieri pur di non farli scappare, tranne uno di loro che ha preso l’apostolo sotto la sua protezione e che, pur di salvare Paolo, evita la strage degli altri e spinge tutti a gettarsi dalla nave che nel frattempo si è incagliata in una secca: prima quelli che sanno nuotare, poi gli altri che si aggrappano sui rottami della nave.

«E così avvenne che tutti giunsero salvi a terra» (27, 44).
L’autore del testo biblico registra che erano 276 su quella nave, un numero di persone davvero grande, un numero simile a quelli di questi anni, sulle stesse coste, sugli stessi scogli.

Nel naufragio del 3 ottobre 2013 sulle coste di Lampedusa si salvarono poche decine di ragazzi e ne morirono 368, un’ecatombe; e dopo quello molti altri, centinaia e centinaia di morti, uomini, donne, bambini, neonati morti nascendo. Come Aylan Kurdi, il bambino siriano con la maglietta rossa, la cui foto fece il giro del mondo, trovato morto sulla spiaggia di Bodrum, Turchia.
La sua famiglia scappava dalla guerra, da Kobane e voleva andare in Canada.

Il versetto 2 del capitolo 28 dice che i salvati scoprirono di essere su una terra chiamata Malta e che i suoi abitanti «Ci trattarono con gentilezza».
Oggi i cristiani di Malta leggono la Bibbia nella Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che dice che gli abitanti di Malta hanno accolto i profughi di allora e non solo li hanno lasciati sbarcare: li hanno accolti con una gentilezza non comune e li hanno fatti riscaldare intorno a un fuoco, tutti, senza distinguere tra soldati che erano pronti a uccidere tutti i prigionieri, marinai che erano pronti a scappare e a lasciar morire tutti gli altri, o prigionieri.

Perché questa è l’etica del mare, che i naufraghi siano accolti con bontà, che vanno riscaldati con il fuoco e con la gentilezza, ma questa è anche, dice il racconto degli Atti, la volontà di Dio. Scegliere a Malta di far riflettere tutte le chiese d’Europa sul naufragio di una barca sbattuta dalle onde e spezzata dagli scogli, i cui viaggiatori si salvano e vengono accolti con amore dagli abitanti dell’isola, significa dire che nella Bibbia, grazie a Dio, c’è scritto che non si lascia morire la gente in mare, non la si lascia in preda alla disperazione, ma la si accoglie con bontà “non comune”.

Ma questo testo è scritto certamente per raccontare il viaggio dell’apostolo Paolo e le sue “gesta” nello stile apologetico del libro degli Atti, che raccontano la cura e la provvidenza di Dio per il suo testimone che con l’aiuto di Dio salva la composita e molto umana comunità di naviganti, la incoraggia con la sua fiducia, si nutre e la nutre “spezzando il pane” insieme ai suoi compagni e “dopo aver reso grazie”.

I confini della comunità cristiana non sottostanno ai nostri criteri ma rispondono a quelli del Signore, si può condividere il pane dopo giorni di digiuno e scoprire, in quel pane spezzato con ringraziamento, in quel pane che dà forza al corpo e allo spirito, la comunione gli uni con gli altri e con il Signore e toccare infine la terra ed essere accolti da stranieri che parlano una lingua diversa dalla tua ma che ti accolgono con bontà e gentilezza.

Se in questa Settimana di preghiera saremo stupiti dal calore dell’accoglienza reciproca, dalla comunione in Cristo che ci rende capaci di annunciare la sua Parola, di rendere grazie insieme, di guardarci con bontà e di superare le reciproche chiusure, avremo davvero pregato per la nostra unità e non soltanto rispettato un appuntamento ormai consueto.

(testo originale a cura di Maria Bonafede – Pastora della Chiesa Valdese)

Iniziative natalizie

6 GENNAIO 2020

Anche quest’anno salutiamo le feste insieme con il consueto appuntamento comunitario: la tombola degli orrori! Impacchetta il cattivo gusto e la cianfrusaglia che hai in casa e trasformala in premi per la tombola, se puoi porta anche qualcosa da sgranocchiare mentre ci divertiamo. Ti aspettiamo dalle 17.30 in Via L. Capuana 14.

22 DICEMBRE 2019

Domenica 22 dicembre alle 10.30 in Via Capuana 14 vi aspettiamo per il Culto con i bimbi e le bimbe della scuola domenicale, accenderemo la candela dell’amore e decoreremo insieme l’albero di Natale, poi con il Coro andremo in Via Etnea, ingresso Villa Bellini, per regalare alla città il calore dei Canti di Natale, dalle 12.15. It’s a Love Attack!

17 marzo 2019: Giornata Mondiale di Preghiera

La parabola del gran convito ( Luca 14: 15-24 ), dove Gesù paragona il regno di Dio a un banchetto, è stato l’oggetto della meditazione che Carla Sueri ha svolto domenica 17 marzo durante l’incontro per la Giornata Mondiale di Preghiera delle donne.

È stato, infatti, il versetto “Venite, tutto è pronto” – tratto dalla predetta parabola – il tema che il Comitato organizzatore della GMP 2019 ha proposto, sequendo le indicazioni liturgiche fornite dal sottocomitato delle donne slovene.

Seguendo tale traccia liturgica i presenti al culto sono stati condotti – attraverso la proiezione di varie diapositive – a immergersi virtualmente nella realtà Slovena.

La Slovenia è una delle più piccole nazioni europee ma è dotata – per la bontà del Signore, come scrivono le donne delle chiese slovene – di innumerevoli bellezze naturali: dalle pianure della Pannonia ai monti verdeggianti di alberi ad alto fusto, al Carso con le sue grotte e spelonche misteriose, fino alla costa lambita dal mare Adriatico.

 

Le caratteristiche slovene sono state rese evidenti – simbolicamente – anche sul tavolo posto davanti al pulpito: una pagnotta di pane bianco in un cestino; una brocca di vino ( in maiolica come si usa in Slovenia ); sale ( prodotto tipo della città di Piran); una zuppiera ( oggetto tipo della Slovenia); cesti di garofani ( fiori simbolo della Slovenia ). Fiori che alla fine sono stati distribuiti ai presenti.

Oltre all’aspetto geografico e simbolico la traccia liturgica prevedeva uno spazio nel quale le donne slovene si raccontavano.

Abbiamo così ascoltato – lette dal gruppo delle rappresentanti delle varie chiese ecumeniche cittadine – le esperienze di Marjeta, Mojca, Marija, Ema, Natascia seguite, ognuna, da brevissime riflessioni e da invocazioni al Signore.

GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA - CT 17 MAR 2019

 

Testimonianze che hanno toccato la mente e il cuore dei presenti e mostrato lo spaccato di una società che, come tante ormai, è piena di complessità, ingiustizie, preconcetti, indifferenza e nella quale le donne sono maggiormente gravate nel processo di divisione del lavoro e della cura delle famiglie.

Una società che – dal punto di vista della statistica delle religioni – registra una maggioranza cristiana [ cattolici ( 78 % ), ortodossi ( 2,4 % ), Luterani ( 0,9 %) e altri evangelici) ] ma che in pratica vede le chiese storiche, in genere, scarsamente attive.

Pertanto, il contributo delle donne slovene a questa GMP 2019, è frutto – possiamo presumere – di quel residuo di credenti che ancora mostra segni di vitalità.

A Catania l’evento è stato preparato da varie comunità ecumeniche: chiesa anglicana, avventista, cattolica, focolari, luterana, battista-capuana, valdese, salutista.

GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA - CT 17 MAR 2019

Il ricavato netto della colletta fin ale è stato di euro 253,00. Questa somma sarà spedita, con la causale “offerta GMP 2019 Slovenia”, presso il conto bancario indicato dal Comitato GMP Italia.

Come spiegato dal predetto Comitato queste offerte sono finalizzate a finanziare un progetto rivolto alle donne vittime della tratta di esseri umani in Slovenia e decise a uscirne.

Il progetto è dell’organizzazione non governativa “Centro di lotta contro il traffico di esseri umani (Centre for Fight Against Trafficking in Human Beings)” e prevede il reinserimento nella società di donne che hanno vissuto esperienze di prostituzione coatta.

A loro saranno offerte consulenza psicosociale e cure mediche. Inoltre, potranno seguire corsi di formazione professionale: parrucchiera, estetista, sarta, attività nel settore alberghiero e così via.

Saranno infine seguite nella ricerca di un lavoro e nelle pratiche per richiedere un permesso di soggiorno di lungo periodo.

Le nostre preghiere affinchè questo progetto si realizzi e porti frutto.

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17 febbraio 2019: Festa della libertà

Bella domenica passata festeggiando il 17 febbraio. In questo giorno, nel 1848, ai valdesi venivano concessi i diritti di cittadinanza e di libertà di culto dal re Carlo Alberto. Si sanciva così la fine di 700 anni di persecuzioni e di emarginazione. Oggi questa festa, detta della libertà, vuole includere tutti quelli che soffrono per mancanza di libertà e di diritti.
Con la comunità battista abbiamo avuto ospiti e abbracciato i ragazzi del nostro piccolo centro di accoglienza “granello di senape” è una parte dell’equipaggio della Sea Watch , ragazzi splendidi tenuti pretestuosamente fermi al porto di Catania.

26 gennaio 2019: Eutanasia e Suicidio assistito. Una prospettiva protestante

Sabato 26 gennaio a cura delle chiese battista e valdese di Catania, e dell’associazione “prof. S. Navarria” incontro, presso la biblioteca “Navarria – Crifò”, sul tema “eutanasia e suicidio assistito: una prospettiva protestante”.

L’evento, che ha raccolto un ampio pubblico, seguiva gli esiti delle assemblee Sinodali valdese 2017, 2018 e Generale 2018 dell’UCEBI le quali avevano discusso il documento “È la fine, per me l’inizio della vita”. Eutanasia e suicidio assistito: una prospettiva protestante” – redatto dalla Commissione Bioetica delle Chiese Battiste, Metodiste e Valdesi – e deliberato di consegnarlo alla successiva riflessione delle chiese.

La dott.ssa Ornella Sala.

A relazionare sono stati la dott.ssa Ornella Sala ( medico specialista in gastroenterologia ) e il prof. Enrico Benedetto ( docente di Teologia pratica presso la Facoltà Valdese di Roma. Pastore protestante valdese).

La dott.ssa Sala ha svolto un’ampia esposizione sia della normativa in atto ( Legge 22 dicembre 2017, n. 219 “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento” ) sia del già citato documento “eutanasia e suicido assistito”.

Il prof. Benedetto ha sviluppato il tema secondo una prospettiva cristiana, di tipo relazionale piuttosto che dottrinale.

Catania 26 gen 2019. Incontro su "Eutanasia e suicidio assistito". Il prof. E. Benedetto e la Dott.ssa O. Sala.
Il prof. E. Benedetto e la Dott.ssa O. Sala.

Punti chiari della legge, come esposto dalla relatrice, sono il divieto dell’eutanasia, del suicidio assistito, dell’accanimento terapeutico e il fatto che in “presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, il medico può ricorrere alla Sedazione Palliativa Profonda Continua in associazione con la terapia del dolore, con il consenso del paziente” ( SPPC).

Proprio su quest’ultimo punto la relatrice ha sottolineato che, qualora si ricorresse alla SPPC,  il malato passerebbe, in uno stato di completa incoscienza, dalla vita alla morte: come se la sua anima fosse separata dal corpo, come se già fosse spezzata la sua interezza di corpo, anima, spirito. Quindi con la SPPC il malato si trova di fatto ad essere già morto e questo è un problema etico rilevante.

La relatrice ha offerto un sintetico panorama delle normative in vigore in altri stati per quanto attiene al problema del fine vita.

Ovviamente la relatrice ha illustrato altri punti nodali della citata legge come il “diritto all’informazione” e “l’alleanza terapeutica fra malato e medico”.

Non si è neanche sottratta dal riferire che il fine vita è un problema complesso non solo per i suoi aspetti clinici ed esistenziali ma per gli aspetti ideologici. Esistono due scuole di pensiero:

  1. a) Quelli che sostengono il valore assoluto della vita e della sua sacralità e per i quali la vita è un dono di Dio.
  2. b) Quelli che sostengono l’autonomia individuale nel decidere della propria vita di fronte alla sofferenza, mettendo in evidenza l’aspetto materiale e la qualità della vita.

Catania 26 gen 2019. Il prof. Enrico Benedetto.

Il prof. Benedetto ha fatto comprendere che una lettura ottusa delle Scritture può essere di ostacolo alle richieste che possono provenire dal malato oppresso da una sofferenza insopportabile: il “tu partorirai i figli con dolore” scritto in genesi diventò per secoli il rifiuto di ogni terapia antalgica.

Il racconto di genesi ( Dio induce un sonno profondo in Adamo onde toglierli una costola ) diventò, più recentemente, uno dei grimaldelli per non considerare l’anestesia un intervento indebito.

Ha richiamato altresì la figura di Gesù. “Egli non si occupava di casistica, di quadro giuridico, di normatività. …. Gesù non incontrava casi ma trovava persone ( .. ) il suo modo di procedere ci dice che …. non aveva un concetto della sacralità della vita ma insistevasull’unicità e dignità della vita: perché la vita sia vita; non basta vivere!”

Infine, a proposito del testamento biologico, ha reso accorti sul fatto che  “chi è orientato verso un testamento biologico spesso tiene conto di un elemento di cui nessun legislatore potrebbe farsi carico: « non voglio essere di peso ai miei cari». Se tradizionalmente i non malati si preoccupano dei malati, in condizioni di accresciuta solitudine sono i malati che si preoccupano dei non malati, soprattutto se sono genitori”.

“Dietro quella frase c’è la paura, non solo della morte, ma di essere lasciati soli nel momento più difficile della vita”.

Ma in questo modo la dimensione del suicidio in nome degli altri, si accresce e ciò va considerato”. Il fine vita diventa così un groviglio di solitudini ( del malato, dei curatori d’anime, dei medici, degli amici, ..) ed è importante che in quei momenti queste solitudini imparino a parlarsi”.