Progetto: Scommetti sul presente

Di Ernesto Barnobi

Un imponente giro di affari

Se nella classifica del Sole24 ore sugli indicatori della qualità di vita Catania occupa gli ultimi posti, per il quartiere di San Cristoforo gli indici sono ancora più preoccupanti. Non è invece agli ultimi posti per il gioco d’azzardo che in città ha un giro d’affari di 447 milioni di euro, la maggior parte dei quali vengono giocati nei quartieri più poveri e ad alto tasso di criminalità proprio come San Cristoforo.

Progetto 8xMille valdese sulla ludopatia

Da qui l’iniziativa della chiesa valdese di presentare a Ottopermille valdese una richiesta di finanziamento del progetto “Scommettiamo sul presente” che ha come scopo quello di contrastare i devastanti effetti della ludopatia e di altre dipendenze e disagi ad essa correlate. Il Sinodo, durante la seduta del 2019, ha ritenuto valido il progetto e lo ha finanziato con la somma 16.000 euro.

Sportello di ascolto

Il luogo principale dove si svilupperà saranno i locali della chiesa valdese di via Naumachia, gli stessi dove risiede la biblioteca Navarria-Crifò. Lì, infatti ci sarà uno sportello di ascolto dove sarà presente uno Psicologo/ psicoterapeuta ad orientamento “strategico breve” che accoglierà e supporterà l’utenza che manifesta disagio personale, accompagnandola in un percorso di consapevolezza e di auto affermazione; sarà inoltre presente un educatore, con esperienza nella gestione delle emergenze sociali, che si occuperà di gestire le interazioni relazionali degli utenti, organizzando degli incontri di attività educativa domiciliare volti a prendere in carico non solo il singolo utente, ma tutto il contesto familiare di riferimento.

Rispetto della privacy

Il sostegno agli utenti sarà centrato sulla messa in atto di specifiche strategie di sviluppo delle capacità personali, per ridurre le proprie fragilità, incrementare l’autostima, sviluppare i punti di forza. L’utente che si rivolgerà allo sportello di ascolto psicologico, verrà preso in carico e i suoi dati verranno trattati secondo la normativa vigente in tema di privacy. L’equipe si servirà di strumenti atti a raccogliere informazioni personali e familiari dell’utente. Supporto da distretti sanitari territoriali e associazioni di quartiere. Nel caso in cui l’utente necessiti di interventi specifici, verrà inviato presso i distretti sanitari di competenza territoriale quali Ser.T., DSM, etc. Infatti nella fase preliminare si è rafforzata la rete di supporto tramite il coinvolgimento degli Enti attivi nel territorio quali: Servizi Sociali Territoriali, Assessorato alle Politiche Sociali e alle Pari Opportunità, Politiche familiari, giovanili e per la tutela dei minori, Dipartimento Regionale della Famiglia e Servizi di recupero delle Tossicodipendenze (Ser.T.). Inoltre ci sono stati incontri e riunioni con l’intera rete associazionistica del quartiere (tra le quali Gammazita, Midulla, Gapa, Comunità di Sant’Egidio) cercando di confrontare le varie esperienze e attività di lavoro all’interno del contesto di riferimento, facendone emergere criticità e punti di forza.

un investimento educativo e psicoterapeutico per l’integrazione e la promozione sociale

Tutte le associazioni coinvolte hanno dato piena disponibilità al lavoro in rete e alla opportunità di inviare la loro utenza presso il nuovo sportello. Sono stati realizzati materiali informativi quali flyers e brochure, un sito internet, profili social (Facebook, Instagram, Linkedin) con l’obiettivo di ottenere la massima visibilità e diffusione dei contenuti del progetto, insieme ad un supporto promozionale da parte degli Enti del territorio che si occupano delle problematiche sociali. Per tutte le attività di ambito educativo/ psicoterapeutico ci avvarremo di 2 professionisti membri dell’Associazione “EOS, Integrazione e promozione sociale”, con i quali abbiamo già avuto occasione di collaborare.

Quando trovarci?

L’equipe lavorerà presso lo sportello di ascolto per un totale di otto ore su due giorni a settimana, altre n.16 ore al mese saranno dedicate all’attività di educativa domiciliare. Con la collaborazione delle scuole del quartiere, appena queste riprenderanno le loro normali attività, condizionate ora dalla pandemia, saranno impiegati circa n. 5 ore a settimana per attività di sensibilizzazione sul tema tramite la somministrazione di brevi questionari di auto valutazione (anonimi) e all’educazione di pratiche di gioco responsabile, informando tramite dati statistici legati al gioco d’azzardo e sui rischi correlati. Inoltre è previsto un percorso di prevenzione primaria di 6 ore settimanali per gli studenti, al fine di orientare ed educare i giovani verso un tema problematico quale il gioco d’azzardo. Gli strumenti utilizzati varieranno in base alle età e comprenderanno l’utilizzo di questionari, story telling, giochi di ruolo, attività seminariali, attività creative con materiali di riciclo inerenti al tema del gioco d’azzardo attraverso le quali abbellire l’edificio scolastico.

il ruolo delLe nostre chiese

Anche le nostre chiese Valdese e Battista potranno avere il loro ruolo segnalando nominativi di nostra conoscenza che soffrono per tali patologie e, non ultimo, pregando perché il progetto possa avere dei frutti e contribuire a lenire qualcuno dei tanti disagi e delle tante ingiustizie delle quali soffre il quartiere.

3 ottobre 2020: Giornata nazionale della memoria delle vittime delle migrazioni

La nostra comunità è stata presente oggi alle ore 18:00, in Via Etnea angolo Piazza Duomo,  per promuovere insieme alla Rete Restiamo umani-Incontriamoci e a Mediterranea Saving Humans, la commemorazione delle 368 persone che il 3 ottobre 2013 hanno perso la vita annegando di fronte all’isola di Lampedusa e per denunciare il susseguirsi di simili tragici eventi. Si stima che da quella data a oggi oltre 30.000 persone abbiano perso la vita nel mare Mediterraneo. Solo nell’ultima settimana sono 200 le morti in mare, note, lungo la rotta dalla Libia all’Italia. Il silenzio assordante delle autorità italiane e europee verso queste tragedie che si susseguono anche a causa di politiche ostili e contrarie al diritto internazionale e ai diritti umani, non ci renderà complici. Basta morti nel mediterraneo, basta politiche di criminalizzazione delle ONG che salvano vite in mare, basta esternalizzazione delle frontiere europee e accordi con la Libia, basta respingimenti di massa che violano le leggi internazionali sul diritto d’asilo, basta annoverare la riflessione politica sulle migrazioni nell’ambito della sicurezza. L’essere umano sia la priorità e l’impegno per la conversione di politiche che affamano, sfruttano, producono guerre per l’accaparramento delle risorse naturali, distruggono l’equilibrio dell’ecosistema, diventi la priorità dell’agenda politica mondiale.