Chiese metodiste e valdesi: senso di comunità e proposte da tutta Italia

I quattro distretti territoriali delle chiese metodiste e valdesi si sono riuniti in vista del prossimo Sinodo che si terrà ad agosto, in un’inedita forma telematica. Il processo ha portato a numerose riflessioni e proposte all’insegna dell’innovazione, della testimonianza e delle strategie per il post-covid

Scopo delle quattro conferenze, l’individuazione di temi e richieste da sottoporre al Sinodo delle chiese metodiste e valdesi. Il Sinodo 2021 si terrà dal 22 al 25 agosto. Nel 2020 si era tenuta la “Settimana senza Sinodo“, causa covid. Quella di quest’anno sarà un’inedita versione telematica e ridotta, con pastori e deputati eletti dalle chiese.

I Distretti si sono riuniti in modalità in parte in presenza e in parte virtuale. Anche le conferenze distrettuali, come il Sinodo, hanno avuto uno stop nel 2020, per la pandemia. Pandemia che è stata, infatti, fra i temi principali di discussione. Ad essa si è dato il “merito” di aver contribuito a una rapida innovazione tecnologica nelle chiese e nelle comunità. Questo ha, inoltre, dato modo di consolidare uno scambio generazionale. Le perdite e le difficoltà in tempo di pandemia hanno creato un senso di comunità meno territoriale, più esteso.

La Casa Valdese di Torre Pellice, sede del Sinodo dell’unione delle chiese metodiste e valdesi. Foto tratta dal sito www.chiesavaldese.org

Con le rispettive differenze di contesto, tutte e quattro le conferenze distrettuali porteranno un forte contributo al Sinodo. Questo scambio di riflessioni sui territori è vitale e rappresenta la linfa che caratterizza le chiese metodiste e valdesi. Una “gerarchia” di assemblee, nelle quali ogni voce ha valore. Un esempio metodologico molto più che democratico, fatto di approfondimenti, riflessioni, ricerca di soluzioni.

Oltre alla pandemia, altri temi portanti delle conferenze sono stati: il percorso Essere chiesa insieme (ECI), cioè quello che intreccia la storia e le storie di comunità e credenti di diverse provenienze geografiche, che si incontrano nelle chiese e nei templi in Italia. La gestione degli stabili e del patrimonio immobiliare delle chiese. La formazione. La lotta al razzismo e alle discriminazioni. La diaconia. La tutela dei diritti di rifugiati e migranti. La questione finanziaria.

Inoltre, sono emerse delle proposte per avviare un supporto psicologico per le chiese, oppure degli incontri sul ruolo che la psicologia ha (o dovrebbe avere) nella vita delle chiese. Questo alla luce del fatto che la pandemia ha creato un diffuso malessere psico-fisico. Si è sottolineata l’esigenza di non moltiplicare le iniziative, bensì di valorizzarne (e semmai potenziare) la qualità.

Foto di Gianluca Fiusco

Infine, è emersa la volontà di coordinare i territori fra loro, prendendo contatto con le opere che rispondono direttamente al Sinodo, con la Diaconia Valdese (CSD), con la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), in particolare per i progetti di LampedusaScicli e Rosarno e altri, “affinché tutti questi soggetti possano promuovere, ciascuno nella propria autonomia, momenti di dialogo e confronto strutturati, finalizzati a una comune e plurale testimonianza evangelica”.

Leggi il reportage sulle Conferenze distrettuali curato da Riforma.

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